"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 2, gennaio 2003


 


 

3. Altri sintomi d'amore

L’innamorato tende ad essere paranoico, nel senso che non ci sarà cosa dell’essere amato che non gli risulterà sempre altamente significativa sulla sorte della sua passione (lo stesso si legge nei “Frammenti di un discorso amoroso” di R. Barthes): “perché in amore tutto è segno” (cap. XXXIX ter).

Come Dante fa dire a Francesca, l’amore-passione non sopporta assolutamente di essere lasciato solo, mentre nel caso di tutti gli altri pseudo-amori vale il principio che chiodo schiaccia chiodo: “la più nobile passione del cuore umano, quella che per esser felice ha bisogno di essere contraccambiata con la stessa intensità” (cap. LIII)

 

Una delle prove più gravose dell’amore-passione è il suo poter essere causa di défallances sessuali, e insomma di “fiaschi”: “se entra un briciolo di passione nel cuore, entra un briciolo di possibilità di fare fiasco” (“Del fare fiasco”). Questo, per troppa passione, proprio con la donna amata! – Si aggiunga, come Stendhal scrive nei “Ricordi di egotismo”, l’effetto di forte catatonia che un amore-passione può provocare nei confronti del resto del mondo, essendo un dono dell’amore “la comica virtù della castità”.

Sull’amore passione, ecco una sapienza antica che però si è bell’e dimenticata: l’amore-passione, come il salto con l’asta o la cucina, il giardinaggio o il sanscrito, non è per tutti: “Certe persone non son neppure inclini all’amore-passione; sconvolgerebbe la loro bella tranquillità; credo che prenderebbero i suoi slanci per una sventura; per lo meno sarebbero umiliati dalla timidezza che esso comporta” (“Del fare fiasco”).