"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 3 marzo  2003


 

 

Racconti di Kafka:

 

5. Le parole

 

“Gli accenni alla incapacità della lingua e i confronti tra la limitazione delle parole e l’infinita vastità del sentimento sono del tutto errati.  Il sentimento infinito rimane nelle parole altrettanto infinito quanto lo era nel cuore. Ciò che è chiaro nell’intimo lo sarà innegabilmente anche nelle parole. Perciò non bisogna mai stare in pensiero per la lingua, ma spesso, alla vista delle parole, per se stessi. Chi può sapere, scavando nel proprio intimo, in che condizioni si trovi? Questo intimo tempestoso e rotolante o paludoso siamo noi stessi, ma nella strada che si compie in segreto, sulla quale le parole vengono fatte uscire da noi, emerge la conoscenza di sé, che se anche è ancora legata, sta però davanti a noi, spettacolo stupendo e terribile. Proteggimi dunque, cara, da queste odiose parole che nell’ultimo tempo ho spremute dal mio intimo. Dimmi che comprendi tutto ciò, eppure continui a volermi bene.”

(Lettera a Felice, 18 febbraio 1913)

 


 

 

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