"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 3, marzo 2003


Ogni scrittore, come ogni persona, ha le sue stelle d’orientamento, e a sua volta è stella (danzante?) per altri. Proviamo a segnalarne qualcuna

 

 

Per i racconti di Kafka:

 

 

6. Flaubert

 

 

 

E. Boullée, Progetto per il cenotafio di Newton

 

L’educazione sentimentale è il libro che Kafka avrebbe voluto leggere d’un fiato da un podio.  E’ talmente laconicamente esatta la lingua di Flaubert, da far sentire che ogni evento narrato, una rivoluzione nelle piazze come un piatto di minestra mal sorbito, è tramato dal nulla: quel vuoto è il vero soggetto dell’Educazione come di Madame Bovary e di Bouvard e Pecuchet?

“Quel soggetto inesistente è anche  il vuoto echeggiante di chiacchiere sul quale sono costruite la civiltà e la società, il nulla sul quale volteggiano le parole e le fedi e sul quale si fondano le città, gli stati e le chiese, le verità e le filosofie, la nostra intera realtà sempre più simile a uno di quegli Enti Pubblici che sopravvivono alle esigenze per le quali sono stati costruiti e continuano a funzionare, perfettamente e senza scopo” (C. Magris, L’anello di Clarissa).

Di questa commistione di vuoto e di protervia che è di tutto ciò che esiste (il padre ne fu l’emblema più sfrontato), Kafka ci lascia la sensazione a ogni riga.

Se possiamo usare queste parolone, filosofia e stile coincidono: per farcire una frase di ridondanze – metafore, aggettivazioni, punteggiature frastaglianti, termini astratti, filosofemi, citazioni, “cultura”… – bisogna non solo credere nel mondo ma compiacersene, e sentire la penna come un filo di ricamo che infioretta l’ordito: essere dannunziani, espressionisti, ballerini del pittoresco come spesso Rilke…

“Chi influì maggiormente su Kafka fu Flaubert. Flaubert che detestava la prosa leziosa avrebbe applaudito l’atteggiamento di Kafka verso il proprio strumento. Kafka amava attingere i suoi termini dal linguaggio della legge e della scienza, dando loro una sorta di precisione ironica, senza alcuna intrusione dei sentimenti personali dell’autore; era esattamente il metodo con cui Flaubert aveva raggiunto una singolare efficacia poetica” (V. Nabokov, Lezioni di letteratura).

 

 torna a  

 

torna su