"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 9, ottobre 2003

 


Cechov, Céline, Bulgakof, Benn: I medicamenta del dottor Scrittura

9.  1917

 

 


 

 “Indimenticabile 1917” 

(M. BULGAKOV, L’asciugamano col galletto)

 

Indimenticabile, per la neve.

1916. Bulgakov, che da aprile a settembre impara la chirurgia amputando uno dietro l’altro i soldati scempiati dalla battaglia (ospedale da campo di Karmenec-Podol’sk, fronte sud-occidentale), viene mandato a Nikol’skoe: villaggio sperduto del governatorato di Smolensk, a 40 km da Sycëvka. Ci arriva all’inizio dell’autunno con la moglie: “autunno freddo, piovoso”. 

 

Altro che Kiev dove la neve è lieve e leziosa come petali di fiori di pesco! Ora ha venticinque anni, ed è un punto quasi inesistente nel deserto grigio della Russia centrale. Ha la direzione di un ospedale dove non cè niente, e dovè lui l’unico medico: il solo in un raggio di 30-40 km… 

Ogni tanto eravamo completamente seppelliti dalla neve, imperversava una tempesta infernale, per giorni interi (…) e per lunghe sere io misuravo e misuravo il mio studio e volevo disperatamente i giornali (Sovetskie pisateli. Autobiografij, Moskva 1960) 

All’ospedale arrivano anche 100 persone al giorno, e Bulgakov deve fare tutto: il generico, il chirurgo, il ginecologo, il pediatra.. 

Capisci allora, nel racconto più lungo e più dolente tra quelli di Appunti di un giovane medico, il sollievo del giovane medico finalmente chiamato in città, in un grande ospedale d’ottocentesca monumentalità ed efficienza: “Per la prima volta mi sentii un uomo le cui responsabilità erano circoscritte entro determinati limiti” (Morfina).

 

Va da sé che lavorare in un grande ospedale vuol dire anche ritornare al piacere del mondo, mentre “con la scriminatura non affascini nessuno, a trenta verste dalla ferrovia” (L'occhio scomparso).

 


 torna a  

 

           torna su