"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 8, luglio  2004

 


Elogio degli uccelli di Giacomo Leopardi

 

 

6.  Scrivere Operette

 

 

 


 

“Bisogna considerare nelle Operette, l’urto incessante e l’amalgama bizzarro di due estremi: la giovinezza e la scienza del loro autore. Il paradosso, il capriccio lunare sono i loro figli legittimi, non la saggezza... Montesquieu, vecchio e cieco, diceva: se siamo destinati ad annoiarci, impariamo a farlo bene, e pensava ancora a un calcolo dei piaceri procurabili in qualunque condizione. Anche Borges, nella sua cecità senile, è troppo saggio per patire la noia. E ancora Montesqueiu pensava che i giovani non possono mai essere felici. L’eccesso di giovinezza e d’insoddisfazione, di scienza e di patimento di Giacomo si scarica nelle Operette, dove piglia forma di mito sublime e di raggelato canto funebre. Forse le Operette sono più giovanili, nello spirito, in certe compiacenze estremistiche, dei Canti.” 

 

(G. Ceronetti, La vita apparente)    

 


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