"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 6, dicembre 2003

 


John Donne: otto poesie d'amore tradotte da Cristina Campo e Patrizia Valduga

 

2.  Geometricus

 

 

 


Contrapporre “alla mitologia e alle veneri dello Stile le immagini e i tropi desunti dall'esperienze cotidiane o dalle cognizioni scientifiche: il troppo vicino o il troppo remoto" (Praz).

 Ecco, Donne ama la geometria e l’astruseria, non contempla poussiniamente il Bello "en nature". Sicché altro che Bellori e Ut Natura Poesis! Meglio perseguire l'incedere pedantesco d'un trattato d’alchimia; lì, solo lì è il margine per la meraviglia di un "naked thinking heart". Servirsi, allora, della Natura "come di vetri d'un caleidoscopio o di parti diversamente combinabili d'un gioco: per ricavarne arguzie e ingegnosità"(Praz).

 

Donne prototipo dell'artista orticultore? Colui che non asseconda mai la linea sinuosa d'una collina ma la camuffa da piatta pianura, quinta plausibile a qualsivoglia spericolata suggestione scenografica dell’intelletto sollecitato? Ma allora siamo già ai maestri di cerimonie di Louis Quatorze, e vivaviva gli Apparati Effimeri!, poiché in lui arde "quella stessa passione così secentesca di tagliare le piante dei giardini in fogge di pavoni, di elefanti, o di navicelle, di guidare le libere acque per meandri d'ingegnerie, onde riversarle in cascate, lanciarle in pennacchi, farle convergere e divergere in getti coreografici. Che è passione per l'artificiale e il mostruoso, gusto di sovvertire le cose dalla loro destinazione più ovvia." (Praz).

 

In Twicknam Garden sarà allora tutto uno spoglio proliferare di suggestioni visive e uditive, servite dall'effetto di brividi retorici, chiasmi e allitterazioni (Indure, not Leave Loving, Love Let Me; Make Me a Mandrake). Il fine? Sostituire le immediatezze logiche con lambiccature immaginative, associare nel cortocircuito poetico figure distanti, disfare l'embelmatica didascalica dell' Ovidio Moralisé  e del suo "Or vous dirai l'alegorie/ que ceste que signifie": giungere a titillare il Sensuale con le scariche di pulsioni intellettuali.  

 

Twickenham Garden: di per sé già paesaggio rococò, sede acconcia al riposo traduttorio di Pope, poeta in parrucca e coturnio (la lacrima mistica sta per tramutarsi in perla). Twickenham Garden: locus amenus per le preromanticherie, scelto da Walpole per fuggire dalla Deffand e avviare un Gotich Revival da kuntskammer ottocentesca; Twickenham: Imperio della Natura, eppure, con Donne, giardino disseminato di sole mandragore urlanti, alberi antropomorfi, fonti impietrite: manca solo Armida e il suo parrocchetto ciarlante. 

 

Su  questo, vedi anche Twickenham Garden


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