"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 6, dicembre 2003

 


John Donne: otto poesie d'amore tradotte da Cristina Campo e Patrizia Valduga

 

10.  Leggere prediche

 

 

 

 


Il saggio usa il suo cuore come uno specchio.

(Libro settimo, Tschuang tzé)

 

Lascia dei vuoti nella vita

e mai non esitare a cancellare

interi blocchi, 

interi capitoli

della tua esistenza.

(Pasternak)

 

Non si leggono le prediche di Donne per deliziarsi coi cavilli teologici, più che talmudiche dispute in bilico sull'indimostrabile, semplicemente perché -siccome forma pubblica di autoanalisi- esse trattengono lacerti preziosi d'autobiografia taciuta, frammenti involontari della più fresca confessione, e con in più "lo stesso sapore acerbo e virginale di certi paesaggi intravisti negli sfondi delle sacre rappresentazioni dipinte in epoche in cui non esisteva la pittura di paesaggio." (M. Praz, Mnemosine).

 

Ma già Maria Zambrano, confinata nel Giura francese, aveva constatato fosse proprio il dardo lancinante di Giobbe, straziata melodia del dolore, l'antedecente autentico d'ogni possibile confessione, e soprattutto perché meditazione a uso personale, epperò trascendende il "particulare", rogo interno acceso ad usum comunitatis, valido "da per tutti e da per sempre", siccome insegnava Vincenzo de' Paoli predicandone a Chatillon les Dombes... 

 

Parole macigno, capaci di raggranellarsi in scie luminose, e come sibilate a un orecchio, nel sogno di Sprofondo che precede la Charitas del Sublime: "Le sue parole sono lamenti che ci arrivano nel mentre in cui sono emessi; è come se li udissimo: suonano a viva voce. E la confessione è questo: parola a viva voce" (La Confessione: genere letterario)

 

Un rivelarsi della vita segreta dalle proprie stesse viscere, bernhardtiano trovar la via, quando tutte le finestre del Ritegno son serrate,  risolvendo la questione per i tetti: "l'esatto senso degli estremi rimedi" (Cristina Campo di T. Bernhardt).


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